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Chiquilín de Bachín

Interpretazione di Elena Champion e Carolina Bertazzoni

Elena Champion nasce ad Aosta nel 1995, si avvicina alla fisarmonica all’età di 7 anni. Consegue la laurea di primo livello in fisarmonica presso il conservatorio Arrigo Boito di Parma con la valutazione di 110 e lode sotto la guida del Maestro Giorgio Dellarole. Successivamente compie un periodo di studi all’estero presso l’Akademia Muzyczna im. Stanisława Moniuszki di Danzica, frequentando lezioni con Elżbieta Rosinska, Krzysztof Olczak e Paweł Zagańczyk.  

Durante la sua carriera affronta da solista e in ensemble diversi repertori che vanno dalla musica classica, con particolare enfasi nell’interpretazione del repertorio barocco, fino alla musica leggera, collaborando con diversi cantautori. 

In parallelo con il percorso accademico frequenta diverse Masterclass con specialisti dello strumento tra cui il M° Selivanov, M° Luoma, M°Sviackevičius, M° Maier.

Carolina Bertazzoni nasce a Milano nel 1997, ha conseguito una laurea di primo livello in violoncello presso il conservatorio “Arrigo Boito” di Parma sotto la guida del maestro Michele Ballarini. Successivamente si è trasferita a Torino per concludere il biennio di violoncello presso il conservatorio “Giuseppe Verdi” all’interno della classe di Veronica Lapiccirella. In questi anni ha partecipato a molteplici progetti orchestrali e di musica da camera oltre a diverse masterclass tenute da grandi violoncellisti come Yves Savary, Francesco Maria Parazzoli, Enrico Bronzi e Paolo Bonomini.

Nel 1969, il compositore Astor Piazzolla e il poeta Horacio Ferrer erano a cena in uno dei tanti ristoranti che costellavano, e ancora costellano, Avenida Corrientes, il centro della vita notturna di Buenos Aires.

Era il “Bachín”, un luogo di intrattenimento – che all’epoca si trovava dove oggi c’è il Paseo “La Plaza” (c’è tuttora, nello stesso posto, un ristorante che porta quel nome, ma non è più l’originale, abbattuto negli anni Ottanta).

Lì conobbero un ragazzino di undici anni che, per portare a casa qualche soldo, girava tra i tavoli vendendo fiori.

Si chiamava Pablo Alberto González. Il contrasto tra i clienti che mangiavano sazi e soddisfatti ai tavoli e la povertà del bambino ispirò Ferrer a comporre un testo, che intitolò Chiquilín de Bachín (il bambino del Bachín. )

Piazzolla lo mise in musica e lo fece uscire quell’anno stesso, nell’interpretazione della cantante Amelita Baltar.

Così lo stesso Pablo Alberto (il Chiquilín ) raccontò l’incontro nel 1970, intervistato da una rivista intitolata  Siete Días:

− Sono l’unico dei miei fratelli che lavora, perché loro sono troppo piccoli. Anche mia mamma lavora: fa le pulizie nei bar. 
− Sapevi che Piazzolla e Ferrer ti stavano facendo una canzone?
− Sì, perché la notte che li conobbi al Bachín mi dissero che ero un ragazzo simpatico e che mi avrebbero fatto un tango, però dovevo continuare a comportarmi bene.
Poi il tango lo inaugurarono a casa mia.
Quella notte portarono torte e bibite. Fecero una festa grandissima, mia mamma preparò e addobbò tutta la casa per quando arrivarono.
Poi lo suonarono al teatro Regina e ci invitarono anche lì. Quella notte cantai diverse canzoni e il pubblico mi applaudì molto.
− Ti piace Chiquilín de Bachín?
− Mi piace molto. La parte più bella è dove dice: “Angioletto faccia sporca e vende fiori nel locale de Bachín, narrami con tre rose la tua fame che non ho capito”.
− Capisci che cosa significa?
− No, però mi piace lo stesso.
A volte la gente mi riconosce, mi dice: “Ciao, chiquilín de Bachín“.

Piazzolla compose un malinconico valzer per il testo di Ferrer, costellato di metafore che esprimono il dolore del bambino povero.

La frase più bella  che mi ha spinto a proporvi il brano in questo periodo Natalizio è quella dei “tre re gatti”: tre gatti randagi, unici compagni del bambino, tre strani Re Magi che non gli portano regali, ma anzi gli rubano le scarpe, lasciandogli soltanto una “stella cometa” ribaltata.

È un messaggio natalizio, questo?

Direi di si , perché Natale non è solo donare e ricevere, ma soprattutto ricordarsi di chi i doni non li fa né li riceve.

Elena e Carolina nell’interpretano con espressività la serata vissuta dal Chiquilin de Bachin.

 

Un abbraccio a tutti buon ascolto.

 

Sentirete in questo brano il  suono della fisarmonica RANCO modello “doppio cassotto” suonata da Elena Champion.

 

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